SOSTENIBILITÀ

PROTOCOLLI, NORMATIVE E STANDARD DI SOSTENIBILITÀ

La sostenibilità nella logistica è un aspetto cruciale per le aziende moderne che mirano a operare in modo responsabile e sostenibile. I parametri ESG (Environmental, Social, and Governance) forniscono un quadro per valutare e migliorare le prestazioni ambientali, sociali e di governance delle organizzazioni. Diversi standard e protocolli supportano le aziende nella rendicontazione e gestione della sostenibilità, offrendo linee guida per operare in maniera trasparente e responsabile.
Qui di seguito spieghiamo come questi standard e protocolli si applicano nella logistica.

efrag-gri

Sustainability Reporting

Il reporting di sostenibilità è il processo attraverso il quale le aziende comunicano i loro impatti ambientali, sociali e di governance. Gli ESRS (European Sustainability Reporting Standards) e il GRI (Global Reporting Initiative) offrono linee guida globali per la trasparenza e la responsabilità. L’EFRAG (European Financial Reporting Advisory Group) e la CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) stabiliscono requisiti di rendicontazione specifici per le aziende europee, mentre il SASB (Sustainability Accounting Standards Board) fornisce standard per la rendicontazione finanziaria della sostenibilità specifici per settore. Questi strumenti aiutano le aziende a strutturare e comunicare i loro sforzi di sostenibilità in modo chiaro e verificabile.

CSDDD
Informativa sulla Corporate Sustainability Due Diligence Directive

La Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD), nota anche come Supply Chain Act o, in modo più tecnico, Direttiva (UE) 2024/1760 del 13 giugno 2024, rappresenta un importante passo avanti nella promozione della sostenibilità e della responsabilità delle aziende all’interno dell’Unione Europea. Questa direttiva mira a garantire che le imprese integrino la sostenibilità nelle loro operazioni e nelle loro catene di approvvigionamento, contribuendo così alla protezione dei diritti umani e dell’ambiente.


Obiettivi della Direttiva

La Direttiva (UE) 2024/1760 ha diversi obiettivi chiave:

  1. Promozione della Sostenibilità: Assicurare che le imprese adottino pratiche sostenibili in tutte le fasi delle loro operazioni, minimizzando l’impatto ambientale.
  2. Protezione dei Diritti Umani: Garantire che le attività aziendali non contribuiscano a violazioni dei diritti umani, sia direttamente che indirettamente, attraverso le loro catene di approvvigionamento.
  3. Trasparenza e Responsabilità: Migliorare la trasparenza delle operazioni aziendali e delle catene di fornitura, favorendo la responsabilità delle imprese per le loro azioni.

Ambito di Applicazione

La direttiva si applica a tutte le grandi imprese che operano nell’Unione Europea, inclusi i settori ad alto rischio di impatti negativi su diritti umani e ambiente. Le piccole e medie imprese (PMI) sono esentate, ma sono incoraggiate a seguire volontariamente le linee guida della direttiva.


Requisiti Chiave

  1. Due Diligence: Le imprese devono effettuare una due diligence sulla sostenibilità per identificare, prevenire, mitigare e rendere conto degli impatti negativi sui diritti umani e sull’ambiente legati alle loro operazioni e catene di approvvigionamento.
  2. Valutazione dei Rischi: Identificare e valutare i rischi di impatti negativi su diritti umani e ambiente nelle operazioni proprie e dei loro fornitori.
  3. Misure Correttive: Implementare misure efficaci per prevenire o mitigare tali impatti, includendo piani d’azione, monitoraggio e reportistica.
  4. Coinvolgimento degli Stakeholder: Consultare gli stakeholder rilevanti, inclusi i lavoratori, le comunità locali e le organizzazioni della società civile, durante il processo di due diligence.
  5. Reportistica e Trasparenza: Pubblicare report annuali dettagliati sulle azioni intraprese e sui risultati ottenuti in termini di sostenibilità e rispetto dei diritti umani.


Conseguenze del Mancato Adempimento

Il mancato rispetto della direttiva può comportare sanzioni significative, inclusi pesanti multe e potenziali azioni legali. Le imprese sono quindi fortemente incentivate a conformarsi ai requisiti della CSDDD per evitare ripercussioni legali e danni alla reputazione.


Supporto e Risorse

Le aziende possono accedere a risorse e supporto per l’implementazione della direttiva attraverso varie piattaforme e iniziative europee, che offrono linee guida, best practices e strumenti per la due diligence sulla sostenibilità.

La Corporate Sustainability Due Diligence Directive rappresenta un’importante opportunità per le imprese di dimostrare il loro impegno verso un futuro più sostenibile e responsabile. Adottare le pratiche richieste non solo aiuta a proteggere i diritti umani e l’ambiente, ma contribuisce anche a costruire una reputazione aziendale positiva e a garantire la conformità con le normative europee.

COSA SONO I PARAMETRI ESG

L’adozione dei parametri ESG nella logistica non solo aiuta le aziende a ridurre il loro impatto ambientale e sociale, ma migliora anche la trasparenza e la responsabilità verso gli stakeholder. Gli standard e i protocolli menzionati forniscono linee guida dettagliate e strumenti per implementare pratiche sostenibili, contribuendo così a un futuro più sostenibile per l’intero settore logistico. Integrando questi standard, le aziende possono migliorare le loro operazioni, ridurre le emissioni, promuovere la responsabilità sociale e garantire una governance trasparente e responsabile.

Gli aspetti ambientali della logistica sono fondamentali per ridurre l’impatto negativo sull’ambiente. Il Greenhouse Gas Protocol fornisce un quadro per misurare e gestire le emissioni di gas serra. Gli standard ISO, come ISO 14001:2015 per la gestione ambientale, ISO 50001:2018 per la gestione dell’energia e ISO 14064-1:2019 per la carbon footprint di un’organizzazione, sono cruciali per implementare sistemi di gestione sostenibili. Inoltre, l’EMAS 1221/2009, l’ISO 14044 per la valutazione del ciclo di vita, l’ISO 14067 per la quantificazione della carbon footprint di prodotto oltre all’ISO 14021 per la comunicazione delle caratteristiche ambientali, supportano le aziende nel raggiungimento dei loro obiettivi di sostenibilità.

Il GLEC (Global Logistics Emissions Council) è particolarmente rilevante nella logistica poichè fornisce il GLEC Framework e il Green Logistics Emissions & Externalities Calculator (GLEEC) per calcolare le emissioni specifiche del settore. Questo strumento aiuta le aziende a misurare, gestire e ridurre le emissioni di CO2 lungo la catena di fornitura, migliorando così l’efficienza operativa e riducendo l’impatto ambientale.

Certificazioni come WELL, ENVISION, LEED e BREEAM garantiscono che gli edifici e le infrastrutture siano costruiti e gestiti in modo sostenibile, contribuendo ulteriormente a ridurre l’impatto ambientale della logistica.

Gli aspetti sociali nella logistica riguardano la responsabilità sociale d’impresa e il benessere dei dipendenti. Standard come SA8000 per la gestione della responsabilità sociale e ISO 26000 forniscono linee guida per la responsabilità sociale d’impresa. Altri standard rilevanti includono UNI/PDR 125:2022 per la parità di genere, PAS 24000 per i sistemi di gestione sociale, ISO 30415:2021 per la diversità e l’inclusione, e ISO 45001 per la gestione della sicurezza. Inoltre, l’adesione ai principi del UN Global Compact e il rispetto delle convenzioni della ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro) e della CEDAW (Convenzione per l’eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne) sono fondamentali per promuovere un ambiente di lavoro equo e sicuro.

Gli aspetti di governance riguardano la gestione aziendale e la conformità alle normative. Gli SDGs (Sustainable Development Goals) delle Nazioni Unite forniscono un quadro globale per lo sviluppo sostenibile. Standard come SRG88088 per la gestione della sostenibilità ESG, ISO 9001 per la gestione della qualità, e ISO 27001:2017 per la sicurezza delle informazioni assicurano che le aziende operino in modo etico e trasparente. Altri standard come ISO 37001 per la prevenzione della corruzione, ISO 20400 per gli acquisti sostenibili, ISO 20121 per la sostenibilità degli eventi, ISO 31000 per la gestione del rischio, ISO 38500 per la governance delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, e ISO 28000 per la sicurezza della catena di fornitura completano il quadro di governance sostenibile.

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